Tonnara-di-Marzamemi

Tonnara di Marzamemi: Campisi continua la tradizione.

Le tonnare sono oggi reperti storici affascinanti, luoghi di turismo culturale che restituiscono una diapositiva storica chiara della quotidianità dei nostri avi.

Le tonnare  furono introdotte dagli Arabi intorno all’anno mille, e proseguirono durante la dominazione spagnola; l’attività della pesca del tonno rappresentò gran parte del sostentamento economico delle zone costiere dell’isola per un lungo periodo.
Infatti, la pesca del tonno era praticata in tutto il Mediterraneo poiché si conosceva il percorso di migrazione, chiamato anche viaggio d’amore di questo grande pesce.
I tonni entravano dallo stretto di Gibilterra nel periodo di Aprile/Maggio grossi e carichi di uova, e le deponevano sulle coste bagnate dal Mar Mediterraneo. Così la pesca del tonno diventò una vera e propria fonte di guadagno per i popoli delle coste, che si specializzarono nella pesca di questo grande pesce, che con le sue migrazioni molto frequenti e numerose assunse ben presto un valore rilevante nell’economia delle città costiere.

A partire dall’anno mille, gli Arabi impiantarono a Marzamemi (nome che deriverebbe dall’arabo “marsa al hamem” e cioè rada delle tortore) quella che sarebbe diventata la più importante Tonnara della Sicilia orientale.
L’impianto attuale del borgo risale al periodo compreso tra la metà del Seicento e la metà del Settecento ed il Palazzo del Principe è opera del grande architetto Vermexio. Il borgo è costituito dal Palazzo del Principe, dalla camperia (Loggia degli Scieri), dalla chiesa di S. Francesco di Paola, del vecchio stabilimento di lavorazione del tonno e da una cinquantina di case dei pescatori, il tutto intorno alla grande piazza Regina Margherita.
Oggi la Tonnara di Marzamemi è diventata un luogo turistico, molto suggestivo e le cui pareti trasudano storia e tradizione.

Della tradizione della pesca delle tonnare, oggi rimangono i sapori.
La sapidità della carne del tonno si presta a gustose manipolazioni e a lunghe conservazioni, per questo motivo viene chiamato anche “maiale del mare”.
Il tonno, infatti, può subire vari processi di conservazione che vanno dall’affumicatura alla salagione. Molto più spesso viene cotto a vapore e conservato in scatola o sotto vetro sia al naturale che in olio.
Molto pregiata è la bottarga e apprezzato anche il lattume.

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