Michele e le Iene: non c’è niente di speciale ad essere normali.

Dopo avere visto il servizio delle Iene su Michele e le sue difficoltà ci avete scritto in tantissimi per ringraziarci. Ma non c’è nulla di speciale, ad essere normali.

La storia, per i pochi che non la conoscono, è molto semplice: Michele, un signore di 62 anni, viveva in auto perché aveva perso il lavoro. Qualcuno ha segnalato il suo caso ed è cosi diventato il protagonista di un servizio delle Iene: una storia molto triste, che può purtroppo capitare a chiunque.

Ma la vita regala sempre sorprese e dopo che il servizio è andato in onda, si è scatenata una gara di solidarietà. Prima due ragazzi senegalesi lo hanno ospitato in casa loro, poi è stata lanciata una sottoscrizione addirittura da Ermal Meta, che in pochissimo tempo ha permesso di raccogliere oltre 11.000€ da destinare a spese di affitto, infine e qui arriviamo noi, a Michele è stato dato un lavoro.

Sia chiaro, come detto nel titolo, non c’è nulla di speciale nell’essere normale: il lavoro è stato offerto ad un’operaio specializzato nel settore ittico a cui mancavano appena due anni per raggiungere l’agognata pensione. Il lavoro crediamo sia dignità, senso di appartenenza, scopo. E noi, che da sempre conosciamo cosa vuol dire impegnarsi al massimo, e abbiamo ricevuto tantissimo dal territorio abbiamo trovato appunto normale, quasi ovvio, restituire e fare circolare ciò che abbiamo creato.

Quindi siamo sinceramente commossi da tutte le lettere, messaggi e telefonate che abbiamo ricevuto, ma ci teniamo a ribadire che ciò che abbiamo fatto è solo la quotidianità, dettata dai valori in cui crediamo da quattro generazioni.

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