isolotto brancati

Isolotto Brancati- Marzamemi

Isolotto Brancati- Marzamemi e le sue bellezze rare

Costeggiando il porto di Marzamemi, sorge l’Isolotto Brancati, chiamata anche isola piccola poiché le sue dimensoni sono davvero esigue (è grande esattamente quanto l’appartamento che ospita, un piccolo villino).

Un sogno che si realizza: quello di abitare su un’isola deserta.

Quando in Sicilia si sente il nome Brancati si pensa immediatamente al poeta Vitalianoscrittore, sceneggiatore, drammaturgo e saggista originario proprio della nostra Pachino. In effetti quella di abitare un’isolotto in mezzo al mare  sembra proprio la bizzarria di un’artista, MA stavolta dobbiamo ricrederci.
L’isolotto infatti non era proprietà di Vitaliano, bensì del cugino Raffaele che era un’artista si, ma del corpo umano.
Raffaele Brancati era infatti un medico chirurgo, nativo di Pachino ma trasferitosi a Catania dove, oltre ad esercitare la professione di medico, divenne un accademico all’Università degli Studi di Catania, presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia.
Il villino è situato in un punto molto pittoresco, proprio a largo del porto, e oltre che per la posizione si fa notare per il suo sgargiante colore rosso-bordeaux che spicca nel mare azzurro di Marzamemi; questo si raggiunge facilmente con qualsiasi imbarcazione.

(Ospite del cugino) Produsse opere meravigliose.

« Brancati è lo scrittore italiano che meglio ha rappresentato le due commedie italiane, del fascismo e dell’erotismo in rapporto tra loro e come a specchio di un paese in cui il rispetto della vita privata e delle idee di ciascuno e di tutti, il senso della libertà individuale, sono assolutamente ignoti. Il fascismo e l’erotismo però sono anche, nel nostro paese, tragedia: ma Brancati ne registrava le manifestazioni comiche e coinvolgeva nel comico anche le situazioni tragiche »
(Leonardo Sciascia)

Ci dispiace per Raffaele, ma l’isolotto Brancati è noto perché ha ospitato il cugino Vitaliano che fu una delle penne siciliane più importanti: scrisse opere letterarie, ma fu anche drammaturgo.

Notevole il suo ruolo anche in ambito teatrale e cinematografico. Per il grande schermo Brancati scrive nel 1951 la sceneggiatura di Signori, in carrozza!, de L’arte di arrangiarsidiretto da Luigi Zampa, nel 1952Altri tempi con la regia di Alessandro Blasetti, nel 1951Guardie e ladri di Mario Monicelli, nel 1954Dov’è la libertà? e Viaggio in Italia con la regia di Roberto Rossellini.

Ma pellicole sono tratte anche da alcune sue opere narrative. È il caso di Anni difficili (1947) di Luigi Zampa tratto dalla novella Il vecchio con gli stivali e per il quale lo stesso Brancati collaborò alla sceneggiatura. Il film diede inizio ad un filone di pellicole di satira politica che furono inizialmente osteggiate dalla censura. Nel 1960 viene tratto dall’omonimo romanzo il film Il bell’Antonio del regista Mauro Bolognini con Marcello Mastroianni e Claudia Cardinale e nel 1973Paolo il caldo diretto da Marco Vicario e interpretato da Giancarlo Giannini e Ornella Muti.

 

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